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martedì 27 marzo 2012

Annale dei furbi 2011

Anche se decisamente in ritardo, volevo scrivere la top ten di questo ormai trascorso 2011.

Come in ogni calssifica abbiamo delle new entry e c'è chi, rispetto al precedente anno, perde qualche posizione o riesce a scalare la classifica in vista di un 2012 che potrebbe segnare la sua ascesa al trono. In questo vi faciliterò il compito indicandovi con * le new-entry e ↑ e ↓ rispettivamente la perdita o il guadagno di posizioni rispetto all'anno scorso.
Per chi si volesse dare una rinfrescata prima di gustarsi la scoperta del furbo 2011, qui trovate la top-ten 2010.

Ecco a voi ora la top-ten 2011:

* 10. Scillipoti, perchè "responsabile" si nasce.

* 9. Gheddafi, perchè aver capito troppo tardi che gli amici lo stavano salutando, gli è costato decisamente caro.

8. Gelmini, perchè non è ancora riuscita ad uscire fuori dal "tunnel".

* 7. Napolitano, perchè, col beneficio del dubbio, è l'unico ancora fiero di essere italiano.

↓ 6. Vespa, perchè è lì e guai a chi lo tocca.

* 5. Santoro, perchè ce l'ha messa tutta per uscire dalla scena televisiva.

↓ 4. Marchionne, perchè non credere in questo Paese è ormai il suo marchio di fabbrica.

3. Bersani, perchè ci vuole tanta educazione e pazienza per aspettare il proprio turno, cercando di dar meno fastidio possibile.

2. Berlusconi, perchè far passare una ragazza egiziana come nipote di Mubarak gli concede il secondo posto in classifica, ma moralmente lo pone sul podio.

* 1. Monti, perchè scalzare Berlusconi che ci aveva messi in ginocchio gli ha permesso di passare alla fase successiva: la pecorina.

Ecco perchè amo stilare la classifica dei burattini che animano questo fantastico teatrino chiamato Italia.

Minacce da furbi

Ecco ci mancava solo questo, dopo le bastonate anche il ricatto.
"Se il Paese non è pronto il governo potrebbe non restare", queste le parole dell'emerito Professore che minaccia di abbandonare la nave, cosa che sembra andare di moda negli ultimi tempi.
D'accordo che la situazione è gravissima e che non possiamo più aspettare, ma arrivare a pronunciare una frase del genere è troppo. Essa vuole trasmettere quell'idea che il Belpaese, non abbia più scelta e si debba arrendere a tutto quello che l'attuale esecutivo metta in campo.
E' vero che è finito il tempo delle concertazioni, dei compromessi, ma non sembra finito ancora quello dei favoritismi, delle caste e dei soliti noti che pagano le tasse e che mentre lo fanno stanno già con un piede fuori dal mercato del lavoro.
Ecco perchè quelle parole mi hanno infastidito, perchè celano quell'arroganza del "senza di noi morirete tutti" di chi si erge a salvatore della Patria, ma non bada a chi la Patria la sostiene con il sudore della propria fronte.
L'obbiettivo non è accontentare la gente in vista di future elezioni, come le politiche di 20 anni hanno fatto con i risultati che abbiamo sotto gli occhi, ma di far sopravvivere la gente perchè di questo si tratta.
Ecco perchè amo la cura Monti.
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