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lunedì 29 novembre 2010

Furbi alternativi

"Chist è o paese do sole" recitava, più o meno così, una famosa canzone napoletana.
Ieri ho seguito con attenzione la puntata di Report, il cui tema erano le forme di energie rinnovabili e la generazione di energia "pulita". Non sto a raccontarvi le innumerevoli speculazioni che ci sono dietro, il cui carico va sempre a gravare, guardate un po', sull'utente finale attraverso le nostre amate bollette.
Ma c'è chi ha fatto di meglio, andando addirittura alla fonte. Come?
Facendo pagare per l'utilizzo del sole.
E' questa l'intenzione di Angeles Duran, una 50enne spagnola che ha "comprato" il sole. Si avete letto bene, la signora è in possesso di un atto notarile che la rende proprietaria dell'astro. Dichiara: "Esiste una legge che vieta agli Stati di rivendicare la proprietà degli astri, ma non ai singoli. L'avrebbe potuto fare chiunque, ma a me è venuto in mente prima".
La Duran dichiara comunque che verserà il 50% degli introiti al fisco, il 20% all'ente pensionistico spagnolo, il 10% alla ricerca e un altro 10% per combattere la fame nel mondo", lo speriamo.
Una furba onesta, perlomeno.
Ecco perché amo pagare le bollette.

sabato 27 novembre 2010

Io ti fotto

Per l'angolo della letteratura dei furbi, ecco un libro interessante che riporta i frutti del genio italico nell'arte più vetusta e praticata del bel paese: fottere il prossimo.
"Io ti fotto" è il titolo di un libro scritto da Marco Morello e Carlo Tecce in cui i due giovani giornalisti riportano vicende ed espedienti per raggirare le leggi italiane e svuotare le casse dell’Italia o semplicemente speculare in tutti i modi possibili dalla truffa su internet alle false ONLUS.
Tutto ciò ha spinto a praticare tale "arte" la stessa classe media, impoverita e resa cinica dalla sensazione di esser rimasta l’unica a farsi ancora imbrogliare.
Ogni volta che in questo paese si pronuncia la frase «tanto in Italia tutti fottono» non si fa altro che dare un altro colpo a questo fragile paese.
Dal libro:
"Il fottere è uno strumento di sopravvivenza, quasi depennato dalla pubblica indignazione e necessario — un corollario — nell’immaginario collettivo. Il libro è scritto come un prontuario per chi custodisce un briciolo di buon senso ed è un atto di accusa forte e perentorio per chi leggendo si rilegge. Non ha la pretesa di spiegare come vanno le cose: è un viaggio da fermi perché lo sguardo, per chi legge, è perlopiù introspettivo. Questo libro ha l’ambizione di liberare la mente a chi è rassegnato e a chi vuole crederci ancora. Consegnare un altro motivo per ridere, o almeno ridere di disperazione."
Una lettura piacevole e disarmante sullo stato delle cose nel paese dei furbi.

venerdì 26 novembre 2010

Furbi nel pallone

Che il soggetto in questione appartenga al genere è risaputo. Ieri durante la partita tra Ajax e Real Madrid però è andato oltre. La strategia è stata troppo spudorata e purtroppo alcune vicende di gioco sono state male interpretate.
Per rendere il tutto più credibile, Mourinho a fine gara, aveva anche dichiarato con aria sconsolato, «Non mi sono piaciuti quei cartellini», ma purtroppo non è bastato per giustificare e rendere plausibile quello strano comportamento dei suoi.
Forse il signor special one pensava ancora di giocare una partita nel campionato del paese dei furbi, farla franca ancora una volta ed essere anche ammirato per le sue "acute strategie".
Ecco perché amo Mou.

giovedì 25 novembre 2010

Furbizie elettrizzanti

Pochi giorni fà ho affermato come in questo paese l'evasione fiscale sia un capitolo fondamentale de "Il manuale del furbetto". Ahimè devo ricredermi! La lotta senza quartiere ai furbi è iniziata.
Oggi la geniale proposta del ministro Paolo Romani:

"A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, sarà chiesto di pagare il canone, perchè ragionevolmente se uno ha l'elettricità ha anche l'apparecchio tv".

Ecco le parole del ministro per lo Sviluppo Economico, che presenterà la sua proposta insieme al decreto "Milleproroghe".
Quindi attenti a tutti voi, o furbetti, tremate perché i vostri tesori nei paradisi fiscali non potrebbero più essere alimentati da questa gravissima e altrettanto redditizia forma di evasione!
La piaga più grossa del bel paese oggi ha trovato soluzione.
Ecco perché amo la televisione pubblica.

mercoledì 24 novembre 2010

Studiare da furbi

"Studere, studere sennò sto cazzo facere" era un "latinismo" con cui un "filosofo" del mio paese esprimeva il fatto di quanto istruzione e cultura siano due capisaldi della formazione di una persona.
Di pochi giorni fà è la notizia di infiltrazioni mafiose all'interno dell'Università di Reggio Calabria tramite le quali particolari soggetti ricevevano particolari agevolazioni per il superamento di esami ed il conseguimento del famoso "pezzo di carta".
In un paese che taglia i fondi alla cultura, che sia istruzione o spettacolo, non importa, paradossalmente sembra che la mafia abbia capito più dello Stato quanto la cultura sia importante!
Ecco perché amo essere stato istruito in questo paese.

Furbi miracolati

Quando si dice che nel bel paese il calcio più che uno sport è una religione è vero, a volte fà anche miracoli...


venerdì 19 novembre 2010

Furbizie animali

Nel paese dei furbi non mi meraviglierebbe che anche i tacchini si attrezzassero...

giovedì 18 novembre 2010

Note da furbi

E' risaputo che il minimo della furbizia nel paese dei furbi è evadere il fisco, ma la cosa fa stranamente notizia ogni qualvolta succeda. Per ovviare a queste antipatiche notizie ci aveva già pensato il nostro amato presidente depenalizzando pene come il falso in bilancio e affermando addirittura che evadere le tasse non sarebbe moralmente scorretto, ma purtroppo il nostro bel paese non è ancora pronto. Nemo profeta in patria.
Oggi apro come mio solito il sito di Repubblica in cerca di notizie che vadano al di là della solita bagarre politiche e leggo: "Indagato Renato Zero per fatture false per due milioni di euro". Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, è accusato dalla procura di Napoli di aver evaso, in tre anni, attraverso il sistema delle fatture per prestazioni ritenute inesistenti la modifa cifra di oltre 2 milioni 311 mila euro.
Sei famoso, guadagni un sacco di soldi, cerchi di dare allo Stato il meno possibile. Sembra una procedura a cui nessuno si sottrae, nè si fà scrupolo nell'applicarla. Inutile citare Bersani che nel suo patetico monologo su Vieni via con me, citando i valori della sinistra, ha detto: "Chi evade le tasse mette le mani in tasca ai cittadini", ma la cosa che mi fà più pensare è che non è nè il primo e nè sarà l'ultimo personaggio che si fregia di questo "onore" e che viene, per la sua furbizia, anche ammirato da una parte di questo paese.
Ecco perchè amo che dal mio stipendio vengano detratti in maniera diretta le tasse.

mercoledì 17 novembre 2010

Furbetti in "crisi"

Il nostro governo dell'amore orma è in crisi. Il nostro amato presidente non sa più a che santo votarsi o, per meglio dire, da quale santo farsi votare per cavalcare ancora l'onda.
Chiacchierando l'altra sera, un mio amico mi ha fatto notare una cosa. Molti dei nostri rappresentanti alle camere sono al loro primo mandato. Forse non tutti i cittadini del bel paese sanno che dopo poco più di due anni di governo si ha diritto ad una lauta pensione a vita. La parola "dimissioni" in questo momento è la più di moda, ma va a cozzare con alcuni "furbi" calcoli che ognuno dei nostri rappresentati si fà.
Ieri però la svolta, è avvenuto un evento eccezionale per il paese.
Il verbo si è fatto "carne" e qualcuno della maggioranza si è veramente dimesso.
Quattro finiani e un sottosegretario del Mpa hanno presentato a Gianni Letta una lettera di dimissioni irrevocabili dal governo: si tratta del ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, del viceministro al Commercio estero Adolfo Urso e dei sottosegretari per l'Ambiente Roberto Menia e per le Politiche agricole Antonio Buonfiglio.
La mia curiosità a questo punto mi ha spinto ad informarmi sul conto di queste persone e mi accorgo che nessuna di queste risulta nella lista pubblicata dall'Espresso.
La crisi è ormai aperta, ma chi vuole scommettere che i nostri cari rappresentanti faranno in modo di prolungare la chiamata alle urne a dopo il prossimo primo maggio, data nella quale 245 deputati e 107 senatori matureranno la pensione.
Ecco perché amo essere rappresentato da questa gente.

martedì 16 novembre 2010

I nuovi furbetti del quartierino

Tutti conoscete la promozione nazionale che la Vodafone ha messo in campo per "accaparrarsi" i fondi statali messi a disposizione per i cittadini di età compresa tra i 18 ed i 30 anni. Pennette per la navigazione internet al costo di 1 euro, usufruendo dell'incentivo! La prima cosa che ho pensato appena ho saputo dell'offerta, è stata l'arguzia del reparto marketing della Vodafone nel pensare tale mossa, ma c'è chi addirittura riesce a far di meglio... ora mi spiego.
Attirato dall'offerta allettante e potendo sfruttare, in zona cesarini, l'incentivo statale, mi reco presso un punto Vodafone per richiedere la famosa chiavetta.
Accolto dalla commessa mi viene propinata una versione della chiavetta da "10 euro". Alla mia richiesta di delucidazioni riguardo questa nuova promozione, la commessa mi risponde che la Vodafione ha inviato loro questa "versione" e non quella da 1 euro. Ancora più stupito, data la convenienza anche della "nuova versione", le esprimo la mia perplessità, ma decido comunque di acquistare la chiavetta. Fornisco la documentazione necessaria e lei mi chiede di firmare un modulo. A quel punto era tanta la curiosità nel vedere cosa quel modulo affermava. I miei sospetti diventano certezze nel momento in cui leggo che con quel modulo io dichiaravo di acquistare quel servizio al costo di 1 euro. Faccio notare la cosa alla commessa che, quasi infastidita, mi dice che i moduli per la "nuova versione" erano finiti e che erano rimasti quelli per l'offerta normale, ma che comunque non sarebbe cambiato nulla. Inutile descrivere la mia espressione nel sentire tale giustificazione assurda. Gentilmente le faccio capire che quello che stava facendo non era corretto e che non le avrei dato 10 euro per un servizio che io dichiaro di pagare 1. Con presunzione lei mi dice che la scelta è la mia, loro vendono solo quella "versione". Chiedo di parlare con il titolare che naturalmente non è presente nel punto vendita.
Acquisto la pennetta e dato che le loro spiegazioni non sono state sufficientemente soddisfacenti faccio notare che mi rivolgerò alla Vodafone per ulteriori spiegazioni.
Chiamo il 190 e per concludervela brevemente, la Vodafone mi dice che tale comportamento è inammisibile e mi chiede di dimostrare la cosa per poter avere il rimborso dei nove euro in più che non avrei dovuto pagare. Meno male che almeno lo scontrino me lo avevano fatto ed ho potuto ricevere il rimborso.
Ecco perché amo vivere nel paese dei furbi.
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