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giovedì 18 novembre 2010

Note da furbi

E' risaputo che il minimo della furbizia nel paese dei furbi è evadere il fisco, ma la cosa fa stranamente notizia ogni qualvolta succeda. Per ovviare a queste antipatiche notizie ci aveva già pensato il nostro amato presidente depenalizzando pene come il falso in bilancio e affermando addirittura che evadere le tasse non sarebbe moralmente scorretto, ma purtroppo il nostro bel paese non è ancora pronto. Nemo profeta in patria.
Oggi apro come mio solito il sito di Repubblica in cerca di notizie che vadano al di là della solita bagarre politiche e leggo: "Indagato Renato Zero per fatture false per due milioni di euro". Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, è accusato dalla procura di Napoli di aver evaso, in tre anni, attraverso il sistema delle fatture per prestazioni ritenute inesistenti la modifa cifra di oltre 2 milioni 311 mila euro.
Sei famoso, guadagni un sacco di soldi, cerchi di dare allo Stato il meno possibile. Sembra una procedura a cui nessuno si sottrae, nè si fà scrupolo nell'applicarla. Inutile citare Bersani che nel suo patetico monologo su Vieni via con me, citando i valori della sinistra, ha detto: "Chi evade le tasse mette le mani in tasca ai cittadini", ma la cosa che mi fà più pensare è che non è nè il primo e nè sarà l'ultimo personaggio che si fregia di questo "onore" e che viene, per la sua furbizia, anche ammirato da una parte di questo paese.
Ecco perchè amo che dal mio stipendio vengano detratti in maniera diretta le tasse.

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