Seguo meno la vita politica e per questo scrivo meno. Forse per pigrizia o forse per disgusto anche nei confronti di questo governo, nato sotto il segno dell'equità e più votato all'equitalia.
Ieri ho seguito, con distaccato interesse, l'intervista del nuovo primo ministro Monti che, con la sua solita pacatezza ed eleganza, ha ribadito il concetto che ormai le mazzate bisogna prenderle e stare muti.
Appena Fazio ha cercato di scavare più a fondo Monti ha saputo ben ragirare la domanda sull'aumento dell'iva e con ugual chiarezza ha spigeato e illustrato il piano di liberalizzazioni.
Sembra un po' che si navighi alla cieca in un mare in burrasca, in balia delle ondate di nome "Europa" e "Spread", diventato il nuovo incubo del popolo italico, come lo fù all'epoca il tasso di cambio lira-marco.
E dire che prima almeno quattro risate ce le facevamo, ora nemmeno quelle.
Citando un titolo di un famoso film, ora, "non ci resta che piangere".
Ecco perchè amo iniziare questo 2012 con entusiamo.
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