Criticato da tutti sulla scelta di aver versato nelle casse dell'MPS una cifra di ben 3,9 miliardi, l'attuale presidente del Consiglio si difendeva affermando che si trattasse di un prestito e non di un "regalo".
Da professore qual è, doveva pur immaginarsi che una banca in quelle condizioni finanziarie prima o poi sarebbe crollata, aiuti di stato o no,nonostante la presentazione il 28 giugno dell'anno scorso, appena 7 mesi fa, del proprio piano industriale 2012-2015.
Oggi si sono viste le prime avvisaglie. Azioni che subiscono un ribasso dell'8%, dopo le dimissioni da parte di Giuseppe Mussari, presidenza dell'Abi ed ex presidente del Monte dei Paschi, travolto dalle polemiche sulla gestione della banca senese.
E dire che il Monte dei Paschi di Siena era una realtà bancaria italiana fiorente, fin quando la politica non ci ha messo le mani.
Ed ora tutti i soldi "prestati" a questo istituto quando verrano restituiti al Paese e chi ci assicura che il prestito non si trasformi in investimento a fondo perduto?
Ecco perchè amo aver fiducia nelle banche.
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