
Oggi vi presentiamo un libro che, per il tema trattato, nel bel paese resta sempre un evergreen, prova ne sono le vicende che stanno coinvolgendo il primo cittadino di Roma.
Qualche giorno fa a Napoli è stata presentata l'ultima opera di Carlo Puca, giornalista politico di Panorama: "Tengo Famiglia". Il titolo è una tipica frase del linguaggio italico con cui si vuole spesso indicare il fatto di dover pensare prima ai propri cari rispetto alle altre persone. L'intenzione è sempre quella di offrire una corsia privilegiata nell'assegnazione della gestione di incarichi pubblici. Purtroppo l'intenzione troppo spesso si tramuta in realtà e non sempre, ma spesso le competenze del fortunato parente si scontrano con quelle richieste.
Dal libro:
(…) Il fatto è che Renzo Bossi non lo sa, soltanto col tempo lo capirà. Ma il padre non lo ha soprannominato a caso: in quanto Trota, sarebbe opportuno che stesse muto come un pesce, che certe cose le può dire solo lui. E invece parla, eccome se parla. (…) scatena le più bieche ironie quando impreca: «A chi dice che sono un figlio di papà, farò vedere cosa so fare!». Il ruggito della Trota.
Gli ambiti di applicazione di questa assurda logica sono trasversali andando dalla politica, alla televisione, dall'università agli impiegli statali.
Puca denuncia senza esclusione di colpi di tutti i "figli di","mogli di","amanti di" che "zavorranno" il bel paese passando prepotentemente sopra chi le competenze ce le ha grazie a anni di sacrifici di studi e umilianti periodi di gavetta.
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