Il Premier non si è sottratto al rito che lo ha visto protagonista già due volte e salendo sul predellino della sua auto ha voluto omaggiare la folla che lo sosteneva fuori dal tribunale. Un rito che ha ormai un sapore amaro lontano da quello di piazza San Babila che nel 2007 segnò l'inizio della sua risalita.
Il nostro Presidente si è detto deluso dalla mancanza dei big milanesi. In sua attesa infatti vi erano solo Mario Mantovani e la fedelissima Daniela Santanché insieme ad altri militanti del partito.
La decisione di presenziare a tutti i suoi processi appare come una mossa disperata e tardiva di un uomo che se da un lato si offre (finalmente) al giudizio della legge italiana, come ogni normale cittadino è obbligato a fare, dall'altra spinge in parlamento sulla riforma della giustizia e sulle leggi anti-pm. Un premier che ha fatto della lotta alla mafia il segno distintivo del proprio governo e poi nomina ministro un accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il tutto mentre il Belpaese è sempre meno coinvolto nelle decisioni internazionali, è di ieri la notizia dell'escusione del Premier nella riunione a 4 (USA, Francia, Inghilterra e Germania) e sempre più invaso dai profughi.
Ecco perchè amo le decisioni del Cavaliere.
Nessun commento:
Posta un commento