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mercoledì 17 novembre 2010

Furbetti in "crisi"

Il nostro governo dell'amore orma è in crisi. Il nostro amato presidente non sa più a che santo votarsi o, per meglio dire, da quale santo farsi votare per cavalcare ancora l'onda.
Chiacchierando l'altra sera, un mio amico mi ha fatto notare una cosa. Molti dei nostri rappresentanti alle camere sono al loro primo mandato. Forse non tutti i cittadini del bel paese sanno che dopo poco più di due anni di governo si ha diritto ad una lauta pensione a vita. La parola "dimissioni" in questo momento è la più di moda, ma va a cozzare con alcuni "furbi" calcoli che ognuno dei nostri rappresentati si fà.
Ieri però la svolta, è avvenuto un evento eccezionale per il paese.
Il verbo si è fatto "carne" e qualcuno della maggioranza si è veramente dimesso.
Quattro finiani e un sottosegretario del Mpa hanno presentato a Gianni Letta una lettera di dimissioni irrevocabili dal governo: si tratta del ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, del viceministro al Commercio estero Adolfo Urso e dei sottosegretari per l'Ambiente Roberto Menia e per le Politiche agricole Antonio Buonfiglio.
La mia curiosità a questo punto mi ha spinto ad informarmi sul conto di queste persone e mi accorgo che nessuna di queste risulta nella lista pubblicata dall'Espresso.
La crisi è ormai aperta, ma chi vuole scommettere che i nostri cari rappresentanti faranno in modo di prolungare la chiamata alle urne a dopo il prossimo primo maggio, data nella quale 245 deputati e 107 senatori matureranno la pensione.
Ecco perché amo essere rappresentato da questa gente.

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