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lunedì 18 luglio 2011

La manovra dei furbi

70 miliardi di euro tanto costerà ai cittadini l'ultima manovra finanziaria approvata dal governo. Il mago Tremonti ha detto che in questo modo raggiungeremo gli obiettivi che la comunità eupoea ci ha imposto per il 2014.
Tutto, così, risulta essere giustificato compresi i tagli alle famiglie, l'introduzione del ticket sanitario, l'aumento del bollo per i depositi al di sotto dei 50.000 euro, l'introduzione del costo di 233 euro di spese legali per le cause di lavoro relative a ricorsi di licenziamento che fino a questo momento erano gratuiti, oltre all'immancabile rincaro della benzina, la riduzione degli sgravi fiscali e molto altro.
Sono tempi duri e purtroppo l'eurozona non se la passa molto bene. Irlanda, Grecia, Portogallo sono i paesi che più stanno risentendo della crisi e lo spauracchio di una fine del genere colpisce il popolo italico che accetta il carico di questa nuova manovra sperando di non subire lo stesso destino.
Già, i cittadini o meglio sudditi, perchè come in una monarchia in cui il monarca gode di privilegi intoccabili, anche nel Belpaese la casta sembra non risentire della crisi e difendere a spada tratta quei privilegi di cui ormai non possono fare a meno.
Così, se in un primo momento la manovra prevedeva una riduzione degli stipendi dei parlamentari dai 14.000 euro netti a poco meno di 6.000, in linea con la media europea, è stato approvato invece il calcolo di una media pesata in base al PIL dei soli sei stati principali.
Scompare anche la norma contro i vitalizi che gravano sulle spese dello stato quasi 300 milioni di euro annui, più del doppio degli stipendi degli onorevoli che esercitano la loro funzione.
Infine le auto blu verrano ridimensionate nella cilindrata che potrà essere di massimo 1600 cm3, saranno ridotte solo dalla prossima legislatura del 10%, ma solo quando andranno in pensione quelle attuali.
E intanto si calcola che si aggira intorno agli 8 milioni il numero di poveri nel paese.
Ecco perchè amo il senso di sacrificio dei nostri politici.

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